Nel 1970 Winston W. Royce presentò la metodologia di sviluppo a Cascata a una conferenza ingegneristica, IEEE WestCom, anche se lui stesso aveva dichiarato che questa metodologia era poco adatta allo sviluppo software. A dispetto di quanto dichiarato da Royce, nel  1985 il Dipartimento della Difesa statunitense adottò lo sviluppo a Cascata come lo standard per tutti i progetti software di livello enterprise, sostenendo la sua diffusione a livello mondiale.

Purtroppo i limiti di questa metodologia divennero subito evidenti ed in un’indagine dello Standish Group, basata su un campione di 28.000 progetti e pubblicata da Computer Weekly il 9 luglio 1998 mostrò che solo il 26% dei progetti campionati erano riusciti!

Nel 2001 17 professionisti di spicco si radunarono in una località sciistica dello Utah per discutere assieme del futuro del mondo software, stanchi di assistere ad una percentuale sempre crescente di progetti software che si frantumavano sulle rocce al termine della cascata o rimanevano impantanati in cicli infiniti e fallimentari lungo la strada.

Dall’incontro di queste persone si generò una riflessione profonda e limpida: il metodo ingegneristico applicato al software non è detto che funzioni in quanto lo sviluppo software è una attività creativa, richiede l’apporto di knowledge worker e non di operatori, con una forte componente artigianale e di interazione umana.

Questa semplice (a posteriori!) rivelazione portò alla stesura di un Manifesto Agile .

Il successo del Manifesto Agile è sotto gli occhi di tutti. Fata Informatica crede fortemente nello sviluppo agile e nella collaborazione con il cliente piuttosto che nella negoziazione. Per questo motivo sostiene il movimento agile e vanta tra il proprio personale tecnico molteplici certificati su queste metodologie.

Di seguito un breve video introduttivo all'utilizzo della metodologia Scrum utilizzata nella gestione dei nostri progetti.